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Salotto addio, ora la vita é in cucina, parte la guida Repubblica-L'Espresso.
Domani 10 Ottobre in edicola il primo volume per arredare con gusto
Nuovi spazi per sempre più raffinati modi di abitare
Gli italiani e la casa, un rapporto complicato. Che si ridefinisce negli anni '50, quando la crisi del mobile classico costringe a cercare nuove soluzioni, portando alla nascita dell'arredamento di design made in Italy. E' allora che "il gusto italiano si raffina notevolmente" commenta l'architetto Massimiliano Fuksas. A mettere al centro dell'attenzione il rapporto degli italiani con l'arredamento e in più in generale con la casa é l'uscita, da domani, dell'enciclopedia La casa, dodici volumi della Biblioteca Repubblica-L'espresso, riccamente illustrati e dotati di un ampio apparato di istruzioni pratiche, illustrazioni e disegni.
All'estero abbiamo spesso fama di preferire l'apparire all'essere, e quindi di privilegiare le spese per i vestiti e per le automobili rispetto a quelle per rendere più confortevole e funzionale la casa. Fuksas corregge il severo giudizio, sottolineando che, mentre nasceva il design made in Italy, si creavano anche le basi per nuovi stili abitativi destinati a spazzar via il gusto piccolo borghese: "Oggi la sensibilità degli italiani per l'abitare si é ulteriormente raffinata. Le nostre case sono curate nei minimi particolari e si ama sperimentare e mischiare oggetti di varie etnie, come conferma la rapida moltiplicazione dei negozi etnici".
Certo, le case, oggi, diventano sempre meno virtuose, più piccole e basse, come sa bene Raffaele Sirica, presidente del consiglio nazionale degli architetti, che da anni si adopera per far emergere la qualità progettuale, spesso punita dalle modalità con cui gli appalti si fanno, e spesso non si fanno. "Proprio per questo", osserva Sirica, "un'enciclopedia moderna e di vocazione pratica é importante, perchè incoraggia la crescita e la diffusione del gusto e contrasta una deriva progettualeall'origine di alcune brutture architettoniche". Sul tema degli italiani e la casa, ci sono anche valutazioni meno positive. "Avendo una lunga storia e una lunga tradizione", osserva l'architetto e designer Ettore Sottsass, "gli italiani per molto tempo hanno arredato le loro case con mobili antichi o con quelli dei nonni, per cui l'arredamento aveva una funzione affettiva e familiare, prima che estetica. Poi, mentre l'istituto della famiglia é entrato in crisi, i giovani hanno cominciato ad arredare le loro case in maniera frettolosa, con scarsa personalità . Il miglioramento del gusto, in realtà , forse é dovuto anche all'influenza dello stile di alcuni designer, subìta piuttosto passivamente. Tanto più che il linguaggio stesso dei designer, secondo me, rischia pericolosamente di diventare stereotipo". Il giudizio é meno negativo se a osservare l'Italia é una designer giovane e giramondo come Paola Navone. Che spiega: "Io credo che in Italia, per quanto riguarda l'arredamento, ci sia una straordinaria cultura d'impresa che tutto il mondo ci invidia. A livello familiare, invece, trovo che nei paesi nordeuropei siano più attenti alla casa, forse anche perchè, per ragioni climatiche, ci passano molto più tempo. In Italia si trova un po' di tutto. Credo però che negli ultimi anni la sensibilità per l'abitare sia molto cresciuta, soprattutto grazie ai periodici non specializzati, per esempio quelli di moda, che hanno notevolmente contribuito alla diffusione di gusto e interesse per gli spazi domestici". ...
Fonte: La Repubblica
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