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MILANO CAPITALE DEL DESIGN CON IL SALONE DEL MOBILE 2008




   Milano capitale del design con il salone del Mobile 2008
Si aprirà tra meno di un mese il Salone del Mobile, fiera che attrae in aprile a Milano oltre 200.000 addetti ai lavori e piú di 4000 giornalisti provenienti da tutto il mondo.Un grande evento che per una settimana monopolizza la città di Milano trasformandola nella capitale mondiale del design, una vetrina d'eccellenza per l'industria Italiana dell'arredamento. Non solo: diventa punto di incontro e confronto per progettisti, designer ed aziende, coinvolgendo l'intera città in un ampio ventaglio di eventi collaterali in contemporanea alla fiera.Per entrare nello spirito di quest'evento e percepire in ogni sfumatura le proposte della fiera per il 2008 abbiamo deciso di incontrare Rosario Messina, presidente del Cosmit, comitato organizzatore del Salone Internazionale del Mobile di Milano.Presidente Messina, negli ultimi anni le aziende di arredamento di maggior successo hanno puntato molto su scelte di design, e sembra che il mercato le abbia premiate, quali sono altre strategie vincenti?"Design" è un termine abusato, ma sempre attuale; non dimentichiamo che l'espressione "designer" fu coniata per individuare quegli architetti che alcuni illuminati imprenditori del mobile chiamarono nell'immediato dopoguerra,quando tutto era da costruire o ricostruire, a progettare i loro mobili.Il fenomeno "design" è nato in Italia negli anni Cinquanta, e nel corso del tempo la sua "curva di vita" non è diminuita.Certo, bisogna continuare a puntare sulla qualità della produzione, cosa che del resto sta già accadendo: aziende che qualche anno fa erano posizionate nella fascia media del mercato ora stanno alzando il livello della produzione e questo è un bene. Se, infatti, fino a vent'anni fa esportavamo solo in Europa e qualcosa in America, oggi il mercato è "tutto il mondo", cioè 10 volte la potenzialità di un tempo, ció significa che c'è spazio per tutti.Lei personalmente, in qualità di rappresentante del Cosmit, ma anche come imprenditore, quale politica aziendale ritiene migliore per promuovere la produzione italiana come "arredo di qualità" ? La scelta dei materiali quanto conta?La scelta dei materiali è importante quanto lo sono l'innovazione, la funzionalità, l'estetica e, non ultimo, il giusto rapporto qualità-prezzo perché oggi anche il cliente piú abbiente è particolarmente attento ad analizzare questi parametri.Quanto alla promozione dell'arredo di qualità, l'Italia è il primo esportatore di mobili di design, mobili classici, cucine, illuminazione e complementi offerti in una gamma che per qualità intrinseca e formale non ha eguali.Senza contare che hanno il vantaggio di poter contare su una straordinaria "vetrina": il Salone del Mobile, la piú importante fiera di settore a livello mondiale. Ogni anno il ventaglio di proposte è cosí ampio e variegato che riesce a supportare concretamente la vastità del settore. Milano, capitale del design, nei giorni del Salone è letteralmente invasa da operatori provenienti da tutto il mondo, consapevoli del fatto che in quest'occasione nascono e si affermano tendenze, prodotti e materiali. Senza contare l'appeal degli "eventi collaterali" che il Cosmit organizza ogni anno, sempre straordinariamente interessanti.Come vede l'aumento dell'uso del laminato plastico nella costruzione degli arredi? Crede che possa esser penalizzante per il mercato dei semilavorati di legno?E per la qualità del prodotto?Molto dipende, naturalmente, dal tipo di prodotto; è evidente che l'uso del laminato plastico ha un senso diverso a seconda che venga usato per una cucina, un mobile o un letto. La sensazione, comunque, è che attualmente vi sia un ritorno all'uso del legno e, in generale, ai materiali nobili e naturali.Per la sua grande esperienza, è migliore la scelta di innovare o è importante anche puntare sulla tradizione? Quali sono i possibili rischi delle due scelte?L'imperativo è puntare sull'innovazione, ma ció non toglie che bisogna continuare a valorizzare adeguatamente quella che, a ragione, è considerata la capacità "tutta italiana" di una tradizione manifatturiera geniale, che si esprime nella scelta delle materie prime, nell'attenzione quasi maniacale al dettaglio, nella particolarità delle finiture, ovvero in tutto ció che il mondo sta cercando di copiare, per fortuna senza riuscirci …Lei è il sostenitore numero uno del Marchio Made in Italy, in che modo pensa che un brand di questo tipo possa tutelare il mercato del mobile italiano, un settore che, solo grazie alla perizia degli imprenditori, senza il sostegno dello stato, è in continua crescita, e traina la classifica delle nostre esportazioni?Secondo lei quali potrebbero esser fissati come parametri ragionevoli per far sí che tale marchio sia davvero un significativo indicatore di qualità della produzione italiana?Sono piú che mai convinto dell'esigenza di applicare l'etichettatura del "Made in Italy" affinché i prodotti fabbricati in Italia vengano di fatto certificati e siano immediatamente riconoscibili. Nel mercato europeo si verifica da tempo una sorta di rifiuto nei confronti di prodotti importati da paesi, soprattutto asiatici, dove sia l'uso dei materiali che le condizioni dell'ambiente lavorativo non rispettano regole giuste, comportamentali e di sicurezza, cui invece sono sottoposte le aziende in Italia e ció vale sia per l'industria del mobile che per altri settori, dove si sono già manifestati allarmi legati a materiali cancerogeni o inquinanti. In altri stati della comunità europea c'è l'obbligo di etichettatura del prodotto, con la descrizione dei materiali utilizzati, pensa che un tale provvedimento in Italia ci permetta di mantenere alto il nome della qualità italiana all'estero? In quanto "Europea", l'Italia osserva norme e leggi europee. La maggior parte delle aziende del settore etichetta da tempo i propri prodotti (Flou lo fa da 15 anni).L'alta qualità del prodotto italiano è già internazionalmente riconosciuta, che si tratti di arredi classici e moderni, apparecchi di illuminazione, cucine, bagni e complementi. Riconosciuta innanzi tutto come qualità estetica, grazie alla collaborazione delle aziende con designer di valore italiani e stranieri; ma anche come qualità intrinseca espressa nella cura del particolare e nell'uso di materiali sia tradizionali che tecnologicamente avanzati.Per mantenere alto il nome della qualità italiana a 360° bisogna continuare a impegnarsi in ricerca e innovazione, progettando soluzioni formali e funzionali inedite, capaci di "creare tendenza" com'è insito nel DNA della nostra gloriosa tradizione creativa. Finché l'Italia sarà in grado di mantenere questa primogenitura non ci saranno problemi e la leadership del "Made in Italy" resterà indiscussa.Biografia: Rosario Messina Rosario Messina è nato ad Aci Castello sessant'anni fa. Dopo la prematura scomparsa del padre si trova giovanissimo alla guida della famiglia e già a 16 anni entra a la Rinascente di Catania: un impiego a tempo pieno che non gli impedirà di proseguire gli studi e diplomarsi nel giro di un anno.All'età divent'anni lascia la Rinascente per assumere la direzione della Zanussi-Rex di Catania, all'epoca la piú importante azienda italiana di elettrodomestici. Matura la decisione di trasferirsi al Nord, stimolato dalla richiesta di una prestigiosa azienda di design della quale diventa direttore commerciale. Dopo alcuni anni ricchi di soddisfazioni, passa alla direzione di un'altra primaria azienda del mobile sempre ubicata in Brianza. Queste esperienze si riveleranno fondamentali, quando, nell'ambito della Bassetti, collaborerà allo sviluppo di un nuovo concetto di applicazione del tessile nell'arredamento.Nel 1978, sulla base di un'intuizione innovativa, fonda con Achille Locatelli la Flou, permettendo al siciliano Messina di affermarsi in Brianza, famoso distretto di aziende locali che hanno contribuito al successo dell'"Italian Design" nel mondo.Dal 1999 riveste la carica di Presidente del Cosmit, società organizzatrice a Milano delle fiere Salone Internazionale del Mobile; in questo frangente Messina ha dato un notevole contributo alla visibilità e al prestigio di quelle che sono considerate le piú importanti manifestazioni fieristiche internazionali del sistema "Legno-Arredo". Il suo impegno si è concentrato soprattutto sul Salone del mobile, dove nascono e si affermano tendenze e prodotti espressi da un Paese che è il primo esportatore di mobili di design e classici, cucine, luci e complementi d'arredo del mondo.Sotto la sua presidenza, il Salone ha consolidato Milano "capitale del design", trasformando la fiera da evento mercantile (luogo dove si compra e si vende) in un avvenimento di piú ampia portata, che coinvolge l'intera città con manifestazioni di grande spessore culturale. ...
Fonte: ASG Media
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