IL CLIENTE NON TRADISCE IL SALONE DEL MOBILE
L'impressione di una ritrovata vitalità era generale. Ora a confermarla sono arrivati i numeri. La 49esima edizione del
Salone del mobile, chiusa ieri, si è rivelata in netta crescita: +7% rispetto all'anno scorso. Gli operatori del settore
accreditati sono stati 297.500 e di questi il 56% è arrivato dall'estero: Cina, India, Nordafrica in primo piano. E molti dal
Sud Africa. In più, nella giornata di domenica (l'unica aperta al pubblico, le altre sono riservate agli addetti ai lavori) sono
arrivati poco più di 32mila visitatori: così sono state superate le 329.500 presenze (a cui si aggiungono oltre 5mila
giornalisti provenienti da tutto il mondo). «Un risultato straordinario – ha commentato Carlo Guglielmi, presidente del
Cosmit, la società che organizza i Saloni – vista la congiuntura che ci ha remato contro, dalla crisi al vulcano islandese. E
una conferma che quello dell'arredo è un sistema coeso, che sa dare risposte anche nei momenti difficili: abbiamo avuto
2.500 espositori su una superficie netta di 210mila metri quadrati».
Certo, la nube che da venerdì scorso ha bloccato gli aeroporti milanesi si è fatta sentire anche qui: Rosario Messina,
presidente di FederlegnoArredo (la federazione delle aziende del settore, che controlla il Cosmit) stima che almeno 30mila
persone non siano riuscite ad arrivare per il fine settimana: «Per fortuna tutto è successo nella seconda parte del Salone,
fosse accaduto nei primi giorni avrebbe sconvolto completamente la fiera». Ma c'è anche chi, a dispetto della nube, ce l'ha
fatta a raggiungere gli stand di Fieramilano Rho. «Ho visto arrivare un camion ungherese da cui sono scesi 70 cinesi. Erano
atterrati a Budapest e con il camion sono arrivati sino a qui» racconta Guglielmi. È vero che i cinesi copiano, però vengono
qui anche a fare acquisti.
A chiudere l'ultimo giorno dei Saloni, a sorpresa, è arrivato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, con tutta la famiglia.
E al termine di un giro tra gli stand (dove ha anche fatto acquisti) si è detto convinto che «questo sia un pezzo importante
dell'Italia che vince. Ho incontrato nuove generazioni che si accingono a lavorare nell'azienda del padre non perché
costretti ma perché convinti che questa sia la loro vocazione. Questo mi ha fatto capire che il made in Italy ha un grande
avvenire di fronte a sè». Insieme ad Alfano, ieri sono arrivati anche Maurizio Lupi, vicepresidente del Pdl alla Camera
(«Quello che è accaduto in questa settimana indica che la strada per la ripresa del paese è quella delle pmi, è questo
Salone» ha commentato) e il sottosegretario all'Economia Luigi Casero. Anche per lui il Salone è stato illuminante: «Due
sono le aspettative che ne derivano: la prima è nazionale – ha detto – e ci dà delle speranze per questo che è un settore
fondamentale su cui dobbiamo puntare. Sostenerlo sarà un percorso da fare nei prossimi mesi, con intelligenza, perché
quello del mobile è uno dei settori che possono permettere all'Italia di competere. Poi c'è l'Expo, che rischia di essere una
manifestazione difficile e complessa: i Saloni possono essere un esempio da seguire».
Se poi le parole di ammirazione si tradurranno in un appoggio concreto al comparto del mobile, con incentivi che in realtà
basta che siano «una spinta psicologica ad acquistare» come dice Messina, si potrà capire giovedì prossimo, il 22 aprile.
Per quella data è fissato a Roma un tavolo tra Cosmit, Federlegno, ministero dello Sviluppo economico e ministero
dell'Economia. «Un incontro del genere non era mai avvenuto prima – dice Messina –. Vogliamo capire come, senza pesare
sul governo, sia possibile rilanciare l'entusiasmo per l'acquisto di mobili».
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Fonte: il Sole 24 Ore
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